. . . E DI ALTRE PICCOLE COSE.

giovedì 14 aprile 2011

PUNTO


Spesso può sembrare che non succeda mai nulla. Ripercorriamo ogni giorno le stesse strade, le stesse azioni, i medesimi errori, senza darci il tempo di pensare, di cercare di capire le connessioni tra le cose.
Quanto di tutto quello che facciamo, diciamo, pensiamo, scriviamo, vogliamo ci appartiene veramente? Quanto invece è soltanto un riflesso di quello che vorremmo che gli altri vedessero in noi, per sentirci desiderati, amati, ricercati, per avere il nostro posto nel mondo?
Cosa vuoi dagli altri. Cosa vuoi da te stesso. Cosa vedi degli altri. Cosa vedono gli altri di te. Cosa vuoi che gli altri vedano di te. Cosa vuoi da te stesso. Cosa vedi. Cosa vuoi. Cosa fai vedere. Cosa vuoi volere.
Poi una mattina ti svegli ed improvvisamente tutto è diverso, oppure una notte, una notte qualunque, così, senza preavviso, tutto si spegne.
Forse quell’uomo, quella donna, stanno davvero scrivendo una lettera a qualcuno… ma quanto è difficile trovare la coda di questa storia… la coda, la fine.
Quell’uomo, quella donna, hanno fatto di tutto perché l’amore durasse per sempre, per far perdurare la gioia,  per prolungare quanto più possibile ogni momento di piacere.
L’eternità, l’infinito.
L’idea che il vero debba durare per sempre. Il vero amore, la vera arte, la verità.
Vero / Falso.
Il tempo che passa e che trasforma le cose, piegandole, malleandole come fa l’oceano che le pietre.
Quell’uomo, sdraiato sul letto, sta pensando a quando era un ragazzo, a quando tutto era una novità e riponeva fiducia in ogni cosa. Quella donna sta cercando di capire cosa sia cambiato dentro di lei da allora, perché non riesce più a vivere le cose con tanta spontaneità.
L’esperienza, la consapevolezza, la conoscenza, la coscienza, la vita che scorre, la tua vita che corre, frenetica.
Ma dove diavolo sto andando?
Viaggi persone danze luci musiche telefoni chat connessioni ricerche messaggi onde parole immagini informazioni  proiezioni riproduzioni finzioni segni segnali vibrazioni pulsazioni frequenze circuiti campi energie e ancora… ancora di più… perché sembra non essere mai abbastanza.
Tutto quello che ogni giorno usiamo per tenerci occupati, per non pensare, per far finta di non sapere.
Quanto è difficile mantenere la fede una volta scoperto l’inganno della verità, l’illusione del per sempre. Come riuscire ad essere se stessi una volta scoperto come essere il meglio per gli altri, una volta capito cosa gli altri vogliono da noi.
Quello che fai, quello che vuoi, quello che desideri, quello in cui credi. Fintanto che qualcosa di diverso arriva, irrompendo nella tua vita. E qualcos’altro finisce, per sempre.
Ed è questo che l’uomo sta cercando di dire, ma non sa come farlo, perché quelle lettere sul foglio sembrano tutte sbagliate.
Fidarsi, avere fiducia, essere fedeli. Riporre la propria fede in qualcuno, in qualcosa, illuminandola e rendendola eterna, fosse anche solo per un attimo, fintanto che quella luce non cambia direzioni, o non si spegne, improvvisamente.
Sono pronto a fidarmi? Sono pronto ad essere fedele?...non lo so…
Quell’uomo, quella donna, sanno quanto sarà difficile mantenere la fede da soli, ricominciare da zero, credendo solo in se stessi.
Forse è a questo punto che decidi di lasciar perdere tutto, la lettera, la storia, l’uomo illuminato dalla candela. Ti alzi dal letto e vai ad aprire la finestra per  fumarti finalmente quella famosa sigaretta. Fuori non si vede nulla di quello a cui sei abituato, le finestre illuminate dei vicini, i lampioni, le insegne dei negozi, i fari delle macchine, il campanile della chiesa, tutto sparito, buio.
Se hai un po’ di fortuna fuori vedrai la luna e le stelle. Forse non ne avevi mai viste così tante, o magari ti era capitato qualche volta in passato, quelle rare volte in cui eri lontano da tutto, in cui davvero tutto intorno a te era spento.
E anche in quelle occasioni, così come adesso, l’hai sentito, forte, circondarti, pervaderti… l’universo sopra di te, intorno a te, che non hai potuto fare a meno di crederci, per un attimo, fidarti.
Sai che nulla potrà mai più essere come prima, sai anche che è già da molto tempo che le cose stanno così, ma quanto era facile indossare la maschera di te stesso al mattino, come se nulla fosse, ricreando le medesime azioni, espressioni, parole.
Con lo sguardo rivolto verso il cielo, senti qualcosa crescere dentro di te, qualcosa di intenso, un misto di desiderio, volontà e amore. Qualcuno la chiamerebbe preghiera, altri direbbero che è un canto o semplicemente uno stato dell’essere. Dio o chi per esso. La fede.
Ora sai cosa devi fare, sai cosa devi dire e a chi stai scrivendo la lettera… sai anche come andrà a finire la storia di quell’uomo, di quella donna.
Ed eccola che arriva, emergendo da quel buio irreale.
La coda, la fine.
La fine è per sempre. Un punto è per sempre. Tutto il resto è un miracolo.